dolcezze,
che vengono da lontano


Pistacchi di Bronte raccolti a mano

Semplicemente,
squisita

La frutta candita ha la sua origine antichissima nella pratica, già diffusa in Mesopotamia e in Cina, di usare lo zucchero per conservare frutta, radici e piante. Si deve agli arabi l’aver trasformato questo sistema di conservazione in una leccornia di frutta immersa in una soluzione zuccherina irresistibile per il palato. La frutta candita è oggi l’ingrediente principe di alcuni protagonisti della nostra arte pasticcera: il classico panettone con canditi all’arancia, le paste di mandorla aromatizzate agli agrumi, arancia e mandarino in testa, ma anche i chiccosi, filetti di arancia candita naturali o glassati al cioccolato.

Frutta candita
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Un mondo di dolcezze siciliane
si incontra nel nome di Pistì

Piantagione di limoni

Antica dolcezza,
per moderne delizie

Antica e laboriosa eredità della influenza araba sulla tradizione dolciaria siciliana, la canditura della frutta consiste fin dall’antichità nella bollitura di frutta principalmente ma anche di fiori e radici, che mantengono così colore, sapore e forma indispensabili per gli usi in pasticceria ai quali sono destinati. La tradizione della frutta candita pesca infatti in un passato, neanche tanto lontano, in cui non c’erano serre nè frutta fuori stagione e non si buttava nulla, per cui la frutta in più che non si consumava veniva sottoposta alla canditura così se ne allungava la vita e si aveva una semplice leccornia da usare dolcemente al bisogno.

Canditi, dalla A alla Z

Arance, ciliegie, mandarini, pere, zuccata; tante varietà di frutta che si prestano a svariate occasioni d'utilizzo, in un connubio di tradizione e modernità che eredita dalle origini la selezione di una materia prima eccezionale e la unisce ad una voglia di novità sempre sintonizzata sulle preferenze del consumatore: recupero quindi delle antiche ricette, ma anche sensibilità e attenzione ai nuovi gusti emergenti, con una passione per il prodotto immutata e senza tempo.